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Del 3 al 13 de mayo de 2018, durante la cuarta clase, realicé la visita guiada al Museo Castiglioni de Villa Toeplitz, que consistía en dar la bienvenida a los visitantes ilustrándolos y explicándoles habitación por habitación, todos los hallazgos arqueológicos presentes en el dentro del museo. Acepté la alternancia que la escuela me propuso porque, en 2016, tuve la oportunidad de visitar el museo y fue una experiencia agradable e interesante. Ya sabía que sería un trabajo que me hubiera gustado hacer sin él. Además, quería aprender a hablar con modestia y de manera relajada frente a más personas desconocidas para mí, algo que siempre me dio mucha emoción. Mi principal objetivo, de hecho, era mejorar mis exposiciones sin Bloqueo o tartamudeo, incluso tratando de hablar en un idioma extranjero, si tuviera la oportunidad, para poder fortalecer mi vocabulario.




Avendo scelto un museo come luogo in cui svolgere l’alternanza, la scuola si è preoccupata di farci conoscere in modo diretto, tramite una gita scolastica, ciò che il Museo Castiglioni conservava.
Al museo è stato il direttore stesso, il sig. Marco Castiglioni, a spiegarci e mostrarci, stanza per stanza, gli oggetti esposti ed inoltre ci ha anche raccontato in che modo e per quale scopo fosse nato il museo: una storia avvincente ed emozionante, che riguarda suo padre e suo zio, i gemelli Castiglioni, due bizzarri ricercatori che durante i loro viaggi in Africa, compiuti durante i primi anni ‘60, hanno raccolto tutti i reperti esposti all’interno del museo e molti altri ancora.
La settimana prima di iniziare l’attività, i miei insegnanti ed i miei compagni, che avevano già partecipato l’anno precedente all’alternanza al museo, mi hanno aiutata a preparare in modo chiaro e sintetico, ma esauriente, tutti gli argomenti da trattare, comprese le spiegazioni riguardanti i singoli reperti del museo.


Dal 3 al 13 Maggio 2018, tutti i giorni per 8 ore al giorno, ho svolto la mia attività di guida presso il Museo Castiglioni di Varese nel parco di Villa Toeplitz.
Il museo si trova non lontano dalla scuola, è situato all’interno di un parco tranquillo ed immerso nella natura, dove è stato piacevole recarmi tutti i giorni.
All’interno il museo è strutturato su due piani, divisi in stanze a seconda dei reperti che vi sono esposti:
il primo piano raccoglie i reperti archeologici africani, in particolare graffiti preistorici e vari minerali, con un approfondimenti sulla lavorazione dell’oro nell’antico Egitto;
il secondo piano, invece, riguarda gli aspetti etnologici di diverse tribù africane, molte delle quali oggi estinte.
Il direttore ed i suoi collaboratori sono stati fin da subito gentili, pazienti e comprensivi:
il primo giorno, il direttore si è personalmente preso cura di me, preoccupandosi di illustrarmi in modo chiaro tutto il museo, aggiungendo anche alcune curiosità da proporre ai visitatori durante l’accompagnamento.
I suoi collaboratori, invece, mi hanno aiutata a capire come utilizzare l’attrezzatura multimediale presente in alcune sale: si sono dimostrati molto pazienti dato che, per svariate volte, ho fallito provando e riprovando ad usarla, anche i giorni successivi…
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From 3rd to 13th May 2018, during the fourth class, I carried out the guided tour of the Castiglioni Museum of Villa Toeplitz. My task consisted in welcoming visitors illustrating and explaining to them, room by room, all the archaeological finds present at the inside the museum. I accepted the alternation that the school proposed to me because, in 2016, I had the opportunity to visit the museum and it was a pleasant and interesting experience. I already knew that it would be a job that I would have enjoyed doing without moreover, I wanted to learn to speak in a modesty and loose manner in front of more people unknown to me, something that always gave me a lot of excitement. My main goal, in fact, was to improve my exhibitions without block or stutter, even trying to speak in a foreign language, if I had the chance, so that I could strengthen my vocabulary.

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La mia attività

La mia attività consisteva nel fare la “guida”, ovvero, nell’accogliere i visitatori e mostrare loro il museo, spiegando loro i vari reperti presenti nelle stanze ed il contesto in cui sono stati ritrovati: tutto ciò veniva analizzato meglio tramite un breve video, creato dal museo stesso, che mostrava e spiegava nel dettaglio i vari argomenti, per esempio la lavorazione dell’oro da parte degli antichi Egizi o gli aspetti della vita quotidiana di alcune popolazioni africane come i Tuareg.
Purtroppo, la mia attività al museo riguardava solo la “mostra permanente”, poiché quella temporanea, con diversi temi, relativa ad un tema specifico, si era conclusa la settimana precedente.

Durante i miei 10 giorni di attività, ho sicuramente appreso come svolgere il lavoro di “guida” o “accompagnatrice”.
Per rendere l’esperienza il più personale possibile, è necessario informarsi, non solo su ciò che il museo offre al visitatore, ma anche sul museo stesso: perché esso sia nato e con quali criteri siano stati esposti quei precisi reperti.
Si deve saper utilizzare bene il proprio lessico, sia italiano che straniero, per poterlo adattare in base ai diversi visitatori.
Con dei bambini si dovrà utilizzare un linguaggio semplice, ma anche un po’ accattivante, che non sia troppo minuzioso in ogni singola spiegazione, ma che sia diretto ed interessante, stimolando i bambini stessi ad intervenire, magari invitandoli ad interpretare i reperti, come per esempio nel caso dei graffiti che rappresentano gli animali.
Al contrario, con un adulto si dovrà utilizzare un linguaggio forbito e più specifico, con argomentazioni dettagliate ed esaurienti che soddisfino completamente eventuali dubbi e curiosità del visitatore.

Sicuramente, una buona guida deve imparare a regolare adeguatamente il volume ed il tono della voce con cui espone, senza farsi prendere dall’agitazione e senza esitare, ma anche l’aspetto con cui ci si presenta è importante:
in particolare, è consigliato un abbigliamento semplice ma decoroso, nel rispetto del buon gusto e che dia anche segno di serietà e professionalità.
Anche la postura che si tiene durante l’accompagnamento è importante: a questo proposito, ho imparato ad utilizzare la gestualità per attirare l’attenzione su determinati dettagli che volevo mettere in risalto ed inoltre ho notato che, accompagnando le mie spiegazioni con il movimento delle mani, la mia agitazione si allentava e ciò mi permetteva di esporre più sicura e rilassata.

Du 3 au 13 mai 2018, lors de la quatrième classe, j'ai effectué la visite guidée du musée Castiglioni de la Villa Toeplitz, dans le but d'accueillir les visiteurs, en leur expliquant et en leur expliquant, pièce par pièce, toutes les trouvailles archéologiques Dans le musée, j’ai accepté l’alternance que l’école me proposait car j’ai eu l’occasion, en 2016, de visiter le musée et c’était une expérience agréable et intéressante. Je savais déjà que c’était un travail que j’aurais bien aimé faire sans. de plus, je voulais apprendre à parler avec modestie et désinvolture devant plus de gens que je ne connaissais pas, ce qui me provoquait toujours beaucoup d'enthousiasme. Mon objectif principal était en fait d'améliorer mes expositions sans bloquer ou bégayer, même en essayant de parler une langue étrangère, si j'en avais l'occasion, afin de renforcer mon vocabulaire.

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Un aiuto in più per migliorare

Ritengo che questo tipo di attività lavorativa sia particolarmente attinente al mio indirizzo di studio, poiché al museo mi è successo più volte di dover spiegare in inglese il museo a dei visitatori stranieri, che passeggiando per il parco, venivano attirati dalla mostra.
Ironia della sorte, la prima volta in cui dovevo fare la guida in modo autonomo, ho avuto come primo visitatore una donna tedesca, alla quale ho dovuto raccontare tutto il museo in inglese.
Un inizio non facile insomma, però penso di essermela cavata piuttosto bene, dal momento che la signora sembrava soddisfatta, rivolgendomi svariati complimenti e ringraziamenti prima di andarsene.
Anche con gli altri visitatori stranieri sono riuscita a rivolgermi correttamente in inglese, incontrando talvolta qualche difficoltà nel caso di turisti tedeschi, che non conoscevano il significato di alcune parole e con i quali ho quindi dovuto trovare dei sinonimi per rendere più comprensibile la mia spiegazione.
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